Agosto 19, 2008 di dmorab
Queste sono parole nate dalla morte.
Non è solo dolore ciò che rimane di ogni morire, il sofferente passare della morte stessa e la sua irridente pietà per il tornare della vita a sé stessa. Immobile ogni alba ritorna e ogni sera avvampa di stelle l’indifferente cielo e gli ultimi orizzonti disegnano comne sempre dileguanti misteri e remote lontananze.
Queste sono parole che hanno per scriba l’inconsunto cercare gli inconsunti papiri che generano la vulnerazione in sé del segno e il sorgivo fuoco che ne gemina ogni secreta lettura.
Nunzio Incardona, Meditatio in curriculo mortis, L’Epos,1990, pag. 9
Pubblicato in Arte e letteratura | Lascia un commento »
Luglio 12, 2008 di dmorab
La mia parrocchia non si distingue in niente dalle altre parrocchie. Tutte si assomigliano. Le parrochie dei giorni nostri, si intende. Lo dicevo ieri al parroco di Norenfontes: il bene e il male saranno anche in equilibrio, ma sta di fatto che il baricentro viene a trovarsi in basso, molto in basso. O, se si preferisce, il bene e il male si sovrappongono senza confondersi, come due liquidi che non abbiano la stessa densità. [...]
La mia parrocchia è divorata dalla noia, è proprio “noia” la parola giusta. Come tante altre parrocchie! La noia le divora sotto i nostri occhi e noi guardiamo impotenti. Un giorno forse ne subiremo il contagio, scopriremo dentro di noi questo cancro. Si può vivere molto a lungo con una roba così.
Georges Bernanos, Diario di un parroco di campagna, in Romanzi e “Dialoghi delle carmelitane”, Mondadori, 2006, pag. 535
Pubblicato in Arte e letteratura | Lascia un commento »
Se l’uomo nasce presto, se la sua vita è breve,
Donde viene? naufraga forse nell’Oceano profondo
Dei Germi, dei Feti, degli Embrioni, al fondo
Dell’immenso crogiuolo da cui Madre Natura
Lo risusciterà, viva creatura, per amare
Nella rosa, e ingrandire nelle messi?…
Non possiamo sapere! – Siamo oppressi
Da pesante ignoranza e meschine chimere!
Scimmie d’uomini, cadute dalla vulva materna,
La pallida ragione ci sottrae l’infinito!
Noi vogliamo guardare: – il Dubbio ci punisce!
Il dubbio, smorto uccello, ci colpisce con l’ala…
- E l’orizzonte fugge in una fuga eterna!…
Arthur Rimbaud, Credo in unam, in Opere, Mondadori, 1975, pag. 19
Pubblicato in Arte e letteratura | Lascia un commento »
Ho svegliato mia figlia e poi siamo rimasti insieme sul letto a farci qualche coccola. “Papà, ma tu adesso non parti più!”. Ho visto nei suoi occhi verdi una consapevolezza che andava molto oltre la circostanza che io non viaggiassi più per lavoro. La sua era una constatazione che conteneva, implicita, una domanda. Ho deciso di risponderle. Le spiego che adesso ho un’infezione al sangue, una specie di raffreddore ai globuli rossi.
“Non hai mai sentito starnutire i miei globuli rossi in questi giorni?”. Le chiedo. “Non hai sentito noiosi “eccì” che non mi fanno dormire la notte?”.
Mia figlia sorride, questo inizio di spiegazione l’ha già in parte rassicurata. La mia medicina scende da questo pistoncino che ormai conosce bene. Sarà una cura lunga e noiosa, che mi impedisce di prendere l’aereo, non vogliono che salga a bordo gente che potrebbe nascondere delle bombe nei pistoncini fissati al braccio. Le parti del puzzle cominciano a combaciare. Io che non parto più, il mio elastomero che fa scattare l’allarme al controllo di sicurezza dell’aeroporto, io che la notte mi alzo continuamente perché le emazie che starnutiscono mi svegliano.
Facciamo colazione mentre mia moglie si prepara ad accompagnarci, lei a scuola, me in ospedale. Con una manciata di corn-flakes mia figlia è sazia, io non sarei placato che da un paio di etti di gorgonzola. Ma le faccio compagnia con un biscotto, ha già dovuto digerire l’infezione del padre, non vorrei che le apparisse ora come un famelico Shrek.
“Ma dimmi, preferisci quando papà è in viaggio o quando resta a casa e sta più tempo con te?”.
Che domanda piena di trabocchetti mi sono inventato. Per quanto possa averla rassicurata, dev’essere chiaro nella sua testa che la mia presenza a casa è legata alla mia salute, alla possibilità che io non stia bene. Ma come risponderà? Se non avesse un’intuizione delle ragioni della mia insolita disponibilità non potrebbe preferire questi pomeriggi nei quali facciamo i compiti, ascolto i suoi esercizi di pianoforte, la accompagno alle lezioni di nuoto, perdiamo tempo a scegliere le figurine dal giornalaio? “Preferisco quando sei in viaggio!” dice con una smorfia, recitando una scena del tipo: così a casa posso fare quello che mi pare. Ma è solo una recita, appunto. Ci guardiamo negli occhi. “Risposta esatta!” le dico. “Ho vinto un premio?”. “Certo. Te lo sei meritato”.
Mia figlia ha capito tutto. Vuole il papà a lavorare lontano, lo vuole sano.
2.
Il 5 dicembre è una tersa giornata dell’inverno più caldo degli ultimi cento anni. Alle 15 in punto mi siedo davanti al primario del reparto oncoematologico del Santo Spirito.
Ho con me le analisi del sangue e la mente già piena di tetre premonizioni.
Ho dato uno sguardo ai valori dei globuli rossi e delle piastrine, anche a un profano è evidente che c’è un problema serio nel mio midollo.
Il primario è un uomo piccolo, più giovane di me, dai modi decisi e con una somiglianza a certi ritratti dei repubblicani, i Gracchi o i Bruti. Percepisco immediatamente che la vita non mi risparmierà alcun male e lui non mi nasconderà nulla di questo male.
Analizza i numeri che sono sui fogli ma il suo interesse è per il diagramma dell’ultima pagina, il picco monoclonale delle gammaglobuline, la fotografia rivelatrice di quello che sta accadendo dentro di me.
Non ci sono “mmmh” di dubbio, non ci sono se o ma o forse. La visione di quell’everest rosso spiega tutto. “Questo è un mieloma multiplo” mi dice con voce ferma. “Una brutta bestia”.
Sono le 15.01. La mia vita precedente è distrutta. Il bombardamento di Dresda era stato più lento, anche lo tsunami si era avvicinato dando il tempo a qualcuno di arrampicarsi su un albero, il tornado Katrina era stato annunciato per televisione. Solo a Hiroshima la bomba atomica era stata più rapida di questa sentenza. Continua a leggere
Pubblicato in Arte e letteratura, Miscellanea | 1 Commento »
Aprile 26, 2008 di dmorab
La gente comune ha il potere di non pensare a ciò che non vuole pensare…. così si conservano le false religioni; ma, presso molte persone, anche quella vera. Ci sono alcuni però che non hanno il potere di impedirsi di pensare e che, quanto più lo si proibisce loro, tanto più pensano. Costoro si liberano dalle false religioni, ma, se non trovano discorsi saldi, anche dalla vera.
Blaise Pascal, Pensées, n° 668, in Oeuvres complètes, a cura di Michel Le Guern, Gallimard, parigi 2000, vol. II, p. 817.
Pubblicato in Arte e letteratura | Lascia un commento »
E’ da tanto che voglio scrivere: osservate più spesso le stelle. Quando avrete un peso nell’animo, guardate le stelle o l’azzurro del cielo. Quando vi sentirete tristi, quando vi offenderanno, quando qualcosa non vi riuscirà, quando la tempesta si scatenerà nel vostro animo, uscite all’aria aperta e intrattenetevi da soli col cielo. Allora la vostra anima troverà la quiete.
Pavel Florenskij, Non dimenticatemi. Le lettere dal gulag del grande matematico, filosofo e sacerdote russo, Mondadori, 2006, pag. 418
Pubblicato in Arte e letteratura | Lascia un commento »
Rivendicare a sé stessi il nome di cristiani non va di solito scevro da un certo sospetto di pia unzione e d’ipocrisia, perché più volte l’adorazione di quel nome è servita all’autocompiacenza e a coprire cose assai diverse dallo spirito cristiano, come si potrebbe comprovare con riferimenti che qui si tralasciano per non dar campo a giudizi e contestazioni distraenti dall’oggetto di questo discorso. Nel qual si vuole unicamente affermar, con l’appello alla storia, che noi non possiamo non riconoscerci e non dirci cristiani, e che questa denominazione è semplice osservanza della verità
Benedetto Croce, Perché non possiamo non dirci cristiani, Centro Pannunzio, 1998, pag. 13
Pubblicato in Arte e letteratura, Miscellanea | Lascia un commento »
Nei giorni scorsi, la Electronic Frontier Foundation ha rilasciato un attesissimo rapporto sullo stato del progetto DVB. Questo rapporto ci permette di capire quali siano le minacce che aleggiano sul mondo della televisione digitale e di altre tecnologie affini.
Proviamo a contrastare queste follie attraverso l’uso di un sano Google Bombing.
Pubblicato in Miscellanea, Politica | Lascia un commento »